A Gibuti una base militare intitolata al Ten. M.O.V.M. Amedeo Guillet, il “Comandante Diavolo”

gibuti_base_supporto_guilletA Gibuti si trova dall’ottobre 2013 la prima base logistica operativa delle forze armate italiane all’estero dopo la seconda guerra mondiale. Si tratta di una Base Militare di Supporto, a connotazione interforze, con un nucleo di circa 80 militari (ma può ospitarne fino a 300) che fornisce supporto ai contingenti nazionali che operano nell’area del Corno d’Africa e nell’Oceano Indiano impegnati principalmente nella missioni anti-pirateria “Atalanta” e “Ocean Shield”.
La nuova Base Militare Italiana di Supporto è stata costruita in soli due mesi dai genieri del 6° Reggimento della Task force Trasimeno del Sesto Reggimento Genio pionieri di Roma ed è stata intitolata al Ten. M.O.V.M. Amedeo Guillet, il “Comandante Diavolo”.
gibutiInaugurata ufficialmente il 23 ottobre 2013 in occasione della visita dell’allora capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, si estende su una superficie di 5 ettari nel deserto a 7 km dal confine con la Somalia e vicino all’aeroporto internazionale utilizzato anche dai militari statunitensi della vicina base di Camp Lemmonier che ospita la Combined Joint Task Force Horn of Africa (CJTF-HOA) con oltre 3.000 uomini. Fino a poco tempo fa i francesi nella loro ex colonia schieravano ancora una mezza brigata della Legione Straniera, la Forces françaises stationnées à Djibouti (FFDJ) che era la più grande base militare francese all’estero con circa 2.000 uomini, presente dal 1977, ora trasferito a Dubai, resta nel paese africano solo il contingente regolare.
Gibuti è un piccolo stato africano con 850 mila abitanti all’imbocco dello stretto di Bab el Mandeb che divide il Mar Rosso dall’Oceano Indiano. Oggi nel piccolo stato africano sono schierati circa 10.000 militari stranieri, in maggioranza francesi e americani, ma anche spagnoli, tedeschi e giapponesi e delle altre nazioni impegnate nel contrasto della pirateria nel Corno d’Africa, oltre che Arabia Saudita e Cina che presto conterà il contingente più importante con quasi 8.000 uomini.
base_italiana_gibuti_amedeo_guillet-2La base italiana ospita anche i nuclei di protezione dei fucilieri di Marina del San Marco dell’ NMP “Nuclei Militari di Protezione” destinati all’imbarco sui mercantili in transito diretti nell’Oceano Indiano e team di forze speciali per la liberazione di ostaggi e attività di antiterrorismo contro Al-Shabab e Isis. Vi sono poi una ventina di carabinieri della MIADIT “Missione Addestrativa Italiana” per l’addestramento della polizia gibutina e somala.
L’Aeronautica Militare Italiana schierava, ora rientrati, invece due velivoli Predator A Plus del 32° Stormo di Amendola (Foggia), droni disarmati utilizzati per il contrasto del terrorismo della pirateria.
La base di supporto funge anche da transito per i reparti dell’Esercito diretti a Mogadiscio per la missione EUTM Somalia che addestra e offre consulenza alle forze dell’esercito somalo.
.
di © Alberto Alpozzi – Tutti i diritti riservati
.
base_italiana_gibuti_amedeo_guillet-1
 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...