Padre Gorlani, il francescano che insegnava l’Islam ai somali

1933, Mogadiscio. La Somalia si chiama “italiana”, dopo i trattati di protettorato richiesti dai sultani del nord nel 1891, dopo la penetrazione italiana nel Benadir e nell’Oltre Giuba e dopo la pacificazione delle regioni di Obbia, di Migiurtinia e del Nogal,  operata dal Quadrumviro de Vecchi di Val Cismon, la colonia ha assunto i confini della Grande Somalia, quelli che ancora oggi delimitano lo Repubblica Federale Somala.
Padre Gorlani_Primo Libro di Italiano per i Somali

Padre D. Gorlani con i suoi studenti. In prima fila un ragazzo regge il “Primo Libro di Italiano per i Somali”

Nella capitale bianchi e neri convivono in un paese in pace, islam e cattolicesimo si rispettano e le scuole governative prima gestite dalle suore della Consolata, sono ora rette dai padri della missione francescana.

Padre Daniele Gorlani è il Direttore delle scuole frequentate da indigeni e coloni. Nel 1933 realizza il “Primo Libro di Italiano per i Somali”, stampato nella capitale somala dalla Regia Stamperia.
“Molti motivi – scrive Padre Gorlani nell’introduzione del libro – mi hanno indotto a compilare questo Primo Libro di Italiano per i Somalia.
E primo, il desiderio espresso dagli insegnanti delle Scuole Governative della Somalia Italiana, i quali non trovavano, nei sillabari composti nel Regno, un testo adatto alle esigenze tutte particolari della Colonia.
La novità del presente sillabario sta nell’aggiunta di un Dizionario Somalo-Italiano, imposta dal fatto, che ordinariamente si presentano per l’iscrizione alle scuole governative individui che non conoscono sillaba della nostra lingua.
Senza questo provvedimento la fatica dell’allievo e dell’insegnante sarebbe veramente improba. Per questo non mi rincresce di aver speso un po’ di tempo e di pazienza a raccogliere le voci più comuni e sicure della parlata benadiriana”.
primo-libro-di-italiano-per-i-somali

Estratto dal “Primo Libro di Italiano per i Somali”

La parte più interessante del testo, dopo il sillabario e il dizionario, riguarda le letture, in particolare quella dedicata alla religione:

“Allah è il padrone supremo di tutto. Egli ha fatto il mondo, ha fatto l’uomo, il cielo e tutto ciò che si vede. Ha creato il sole, la luna, le stelle; tutti gli animali che vivono sulla terra, tutti gli uccelli che volano nell’aria, tutti i pesci che nuotano nell’acqua.
Allah ha fatto tutte le creature viventi. E dopo aver dato la vita la mantiene a tutti; con il cibo ci nutre, con l’aria ci dà il respiro.
Noi dobbiamo lodare e ringraziare Allah e dobbiamo amarlo come il nostro Gran Padre.
Ogni giorno dobbiamo innalzare a Lui la nostra preghiera e la promessa di essere onesti e laboriosi per poterci chiamare suoi figli”.
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Seguono letture dedicate al tempo e alla stagioni, all’acqua, al piroscafo, all’automobile, all’aeroplano, alla radio, agli animali utili, alla storia della gazzella e infine alla bandiera, ovviamente il Tricolore “che unisce tutte le volontà e i cuori degli Italiani sotto la guida del Re per la grandezza della Patria”.
Un libro che testimonia il rispetto religioso e culturale dell’Italia coloniale e fascista.
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di © Alberto Alpozzi  – Tutti i diritti riservati
Un Grazie particolare all’avv. Gianfranco Cenci
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Primo Libro di Italiano per i Somali_Mogadiscio

Copertina originale del “Primo Libro di Italiano per i Somali” raffigurante il faro Crispi di Capo Guardafui

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