Fascismo e Islam nella Somalia coloniale

Rispetto e tolleranza religiosa nella Somalia musulmana e fascista.

mogadiscio_cattedrale-moscheaNel 1928 a Mogadiscio viene inaugurata la più grande Cattedrale di tutta l’Africa Orientale. Era la mattina del 1° marzo e alla cerimonia presenziò il Principe di Piemonte Umberto di Savoia, in visita ufficiale in Somalia.

Il nuovo tempio cristiano, su progetto dell’arch. Vandone, era stato voluto dal governatore Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon e intitolato alla Madonna della Consolata: si trovava a due passi dalla antica moschea Arbarucun.
Il reciproco rispetto religioso è provato dalla presenza in chiesa dei notabili somali per l’inaugurazione e successivamente, il 3 marzo, quando Umberto di Savoia venne accolto dal Cavalier Ufficiale Abibacher, primo Cadì di Mogadiscio, nella moschea Giama. (Clicca qui per il discorso di benvenuto per il Principe Umberto letto dal Cavalier Abibacher).
moschea_sais_villaggio-duca-degli-abruzziNumerose all’epoca erano le nuove chiese sorte nella Somalia italiana nei nuovi villaggi agricoli o industriali: al Villaggio Duca degli Abruzzi e alle saline di Hafun, dove accanto alle nuove abitazioni per i lavoratori locali il governo italiano aveva edificato le mosche.
Le scuole durante il governatorato de Vecchi erano miste, sia italiani sia somali, e nel 1933 verrà poi redatto il “Primo libro di italiano per i somali” dal Padre francescano Daniele Gorlani, l’allora direttore delle Scuole Governative della Somalia Italiana. Dopo il sillabario e un dizionarietto di somalo-italiano vi sono le prime letture e dopo l’introduzione al Re d’Italia e a Benito Mussolini, la prima lettura è dedicata proprio ad Allah con questo testo:
primo-libro-di-italiano-per-i-somali
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“Allah è il padrone supremo di tutto. Egli ha fatto il mondo, ha fatto l’uomo, il cielo e tutto ciò che si vede.
Ha creato il sole, la luna, le stelle; tutti gli animali che vivono sulla terra, tutti gli uccelli che volano nell’aria, tutti i pesci che nuotano nell’acqua.
Allah ha fatto tutte le creature viventi. E dopo aver dato la vita la mantiene a tutti; con il cibo ci nutre, con l’aria ci dà il respiro.
Noi dobbiamo lodare e ringraziare Allah e dobbiamo amarlo come il nostro Gran Padre.
Ogni giorno dobbiamo innalzare a Lui la nostra preghiera e la promessa di essere onesti e laboriosi per poterci chiamare suoi figli”.
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Nel 1936 con la fondazione dell’Impero verrà redatto il testo “Ordinamento e Amministrazione dell’Africa Orientale italiana” con Regio Decreto legge 1° Giugno, n° 1019, dove all’articolo 31, dedicato alla questione religiosa si legge:
“Nell’ Africa Orientale Italiana è garantito l’assoluto rispetto delle religioni.
Le istituzioni religiose dei cristiani monofisiti saranno regolate da leggi speciali e da accordi con le gerarchie ecclesiastiche.
Ai musulmani è data piena facoltà in tutto il territorio dell’Africa Orientale Italiana di ripristinare i loro luoghi di culto, le loro antiche istituzioni pie e le loro scuole religiose. Le controversie fra sudditi musulmani saranno giudicate dai Cadi secondo la legge islamica e le consuetudini locali delle popolazioni musulmane.
È garantito a tutti il rispetto delle tradizioni locali in quanto non contrastino con l’ordine pubblico e coi principii generali della civiltà.”
1924-devecchi_moschea-giamaPer concludere è fondamentale l’analisi socio-antropologica svolta nella Somalia da Ioan M. Lewis che nella sua opera “Democrazia pastorale” del 1961 scrive: “lungi dall’indebolire l’autorità della legge religiosa, le amministrazioni coloniali o non somale, l’hanno, se mai, rafforzata con la giurisdizione conferita ai cadì ufficiali. Questi, infatti, forti del sostegno governativo, sono in condizioni di applicare la Shariah in modo più ampio”.
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di © Alberto Alpozzi – Tutti i diritti riservati
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2 thoughts on “Fascismo e Islam nella Somalia coloniale

  1. Pingback: Padre Gorlani, il francescano che insegnava l’Islam ai somali | L'ITALIA COLONIALE

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