L'ITALIA COLONIALE

Vicende e storie dimenticate dell'Impero coloniale italiano a cavallo di due secoli di storia d'oltremare

Asmara italiana, città della libertà religiosa e della tolleranza

Asmara, la capitale della nostra colonia Eritrea, una città costruita interamente dagli Italiani, merita di essere ricordata per tanti aspetti, a partire da quello urbanistico con i suoi innumerevoli edifici dichiarati dall’UNESCO “patrimonio dell’Umanità”, dalle numerose attività industriali che ne avevano fatto il principale centro manifatturiero dell’Africa orientale ed ad altro ancora; ma a me piace ora ricordarla per un aspetto, forse poco evidenziato, ma di grande importanza soprattutto oggi che ovunque, ma particolarmente in Africa, l’intolleranza religiosa domina ovunque.
Il Governo della colonia s’interessò per costruire a proprie spese edifici di culto per le principali religioni degli abitanti e favorì l’edificazione di altri templi da parte di altre religioni di minor diffusione.
Asmara CattedraleLa religione cattolica era, naturalmente, quella professata dagli Italiani e da non pochi Eritrei, soprattutto ad Asmara convertiti ad opera dei missionari. Per essi fu costruita la magnifica cattedrale nel centro della città. Eretta nel 1922 su disegno dell’ing. Scanavini, si ispira, come l’attiguo Vicariato Apostolico ed il Convento dei Cappuccini, allo stile lombardo con largo impiego di mattoni a vista. Anche l’interno, a tre navate, è nobile e spazioso con numerosi affreschi e sculture.
La popolazione eritrea, oltre a questa minoranza di cattolici, era composta da due realtà religiose principali e cioè gli Ortodossi etiopici ed i Musulmani.
Asmara Cattedrale CoptaPer i primi, chiamati anche copti, perché legati e, allora, dipendenti dalla Chiesa copta di Alessandria di Egitto, venne costruita una Cattedrale in posizione rilevata rispetto ai quartieri indigeni ed al grande mercato. Essa era un’originale interpretazione italiana dello stile e della liturgia etiopica. Progettata dall’ing. Cavagnari nel 1917 e dall’arch. Gallo nel 1920 essa consta di una cappella di ingresso che portava al corpo principale, costruito secondo i modelli di chiese di Axum ed è sormontata da un tamburo cilindrico con affreschi di santi secondo la foggia abissina. Largo l’impiego di legno nelle travature anche questo a richiamo della foggia indigena, mentre il vasto interno era arredato ed affrescato nel più severo rispetto della liturgia copta.
asmara_moschea2I musulmani della città non avevano per i loro riti nemmeno una piccola moschea, e così il Governo della Colonia decise di costruirne una adeguata al numero ed alla importanza dei fedeli. Ne fu incaricato nel 1937 l’ing. Ferrazza che realizzò quello che fra questi tre monumentali edifici di culto viene considerato dagli esperti il più bello e riuscito. Il suo portico di accesso è costituito da capitelli marmorei e porta all’interno sorretto da 42 colonne. La cupola, alta 14 metri, con un largo diametro, è coperta da mattonelle di vetro opalescente. La moschea è fiancheggiata da due porticati con colonne e cupole e da un agile minareto. Ma anche altri abitanti di Asmara praticavano differenti religioni. Innanzi tutti gli evangelici svedesi e valdesi italiani che costruirono la loro Missione nei pressi della stazione ferroviaria con ambulatorio e scuole. Abitavano la città anche un certo numero di Greci ai quali era stata intitolata una strada nei pressi del grande mercato, la via degli Elleni, appunto, al cui termine essi avevano la loro chiesa ortodossa greca, né mancava un piccolo numero di Israeliti con la loro sinagoga con scuola talmudica annessa
Tutte queste religioni avevano piena libertà di culto e di proselitismo e, sotto l’amministrazione italiana che non ammetteva che tale libertà fosse violata, ebbero la possibilità di svilupparsi. Non si ricordano incidenti ed è rimasta la memoria di una tolleranza esemplare che non veniva meno neanche nelle feste più importanti come il Natale per i cattolici, il Ramadan per i musulmani, la festa del Mascal per i copti.
Fra tutti i lasciti che la nostra presenza coloniale ha seminato in Africa Orientale, mi piace pensare che questo della libertà religiosa per tutti assicurata sia il più carico di valori e quello del quale possiamo andare maggiormente orgogliosi.

di Fabio Pacini – © Tutti i diritti riservati

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2 commenti su “Asmara italiana, città della libertà religiosa e della tolleranza

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